Su il sipario. Mettiamo insieme un po’ di date e dichiarazioni intorno alla sentenza (19 marzo 2019) del Tribunale dell’Unione Europea sul caso Tercas e sulle implicazioni che ebbero le relative vicende sulla successiva risoluzione delle 4 banche dell’Italia centrale e, fors’anche, sulla messa in LCA delle due ex Popolari Venete.

L’UE (DGComp, direzione generale sulla concorrenza nella persona di Margrethe Vestager) disse, sbagliando come ora ha stabilito il tribunale europeo stesso, che l’azione di salvataggio di Tercas con il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi  (FITD) era stata un Aiuto di Stato. Non si limitò a dire solo quello, disse anche altro, sulle 4 banche.

– in data 27 febbraio 2015 DGComp comunica l’apertura del procedimento per Aiuto di Stato sul caso Tercas,
– in data 6 maggio 2015 il Fondo interbancario Fitd delibera, comunque, di intervenire per l’aumento di capitale di Carife,
– in data “agosto 2015” (da dichiarazione di Carmelo Barbagallocapo della Vigilanza di BankItalia,  alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle banche), la DGComp (Vestager) invita Bankitalia di non procedere a un intervento col Fondo interbancario in attesa di una loro decisione (DGComp) sul caso Tercas (che arriverà solo dopo il decreto di risoluzione delle 4 banche)
– in data 11 novembre 2015 il Fitd delibera di intervenire per l’aumento di capitale di Banca Etruria,
– in data 19 novembre 2015 Vestager scrive a Padoan dicendo che un intervento del Fitd, di natura propriamente privata (poi denominato schema volontario), non sarebbe aiuto di Stato e non farebbe scattare il bail-in,
– in data 22 novembre 2015 il governo Renzi decreta, comunque, la risoluzione delle 4 Banche, con le conseguenze che conosciamo bene,
– in data 23 dicembre DGComp, comodamente dopo la risoluzione delle 4 banche, decide che l’intervento del Fitd su Tercas è aiuto di Stato,
– in data 4 marzo 2016 la Repubblica Italiana fa ricorso sulla decisione DGComp su Tercas,
– in data 19 marzo 2019 la Corte UE boccia la decisione DGComp su Tercas: non era aiuto di Stato.

Giudicate voi.
N.B. Ricostruzione effettuata anche in base alla seguente nota di Daniele Pesco (M5S) ed Elio Lannutti (M5S), rispettivamente presidente della Commissione bilancio e componente della Commissione finanze del Senato, rispondendo a un’intervista del 22 marzo di Padoan.
Banche, M5S: Padoan soffre di amnesie, carte dimostrano suo fallimento Roma, 21 mar. (LaPresse)
“Altro che vittoria, come dice oggi Pier Carlo Padoan. In realtà la sentenza del Tribunale Ue su Tercas dimostra una volta di più l’atteggiamento ambiguo tenuto dall’allora ministro dell’economia sull’uso del Fondo interbancario di tutela dei depositi per venire incontro alle banche in difficoltà.
Forse una momentanea amnesia fa dimenticare a Padoan che all’epoca da una parte faceva ricorso contro la bocciatura della Commissione Ue nei confronti dell’utilizzo del Fondo in Banca Tercas, bollato come aiuto di Stato, dall’altra l’ex ministro chiedeva alla medesima Commissione di sapere se l’uso del Fondo nelle quattro banche dell’Italia centrale fosse possibile.
Ma non finisce qui, perché sentendosi rispondere dalla Commissione che l’uso del Fondo, se interpretato come intervento volontario delle banche aderenti, non avrebbe configurato un aiuto di Stato, ha deciso di escludere quest’ultima opzione e di applicare in via anticipata il bail-in, con i disastrosi effetti che ben conosciamo sui risparmiatori di Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti.
Questo dicono le lettere che all’epoca Padoan scambiò con la commissaria Vestager, che noi teniamo bene a mente. Per uscire dall’amnesia l’ex ministro potrebbe andare a rileggersele”.